Bauhaus

comunicazione visiva, Bauhaus

Nell’aprile 1919 un volantino di quattro facciate rendeva pubblico il manifesto-programma di una nuova scuola che prevedeva di riunificare l’Accademia di Belle Arti e la scuola di artigianato artistico di Weimar sotto la nuova denominazione di Bauhaus "casa dell’architettura". L’obbiettivo finale del Bauhaus era quello di creare l’opera d’arte unitaria, la grande architettura, nella quale dovevano riunificarsi tutte le discipline artistiche, la scultura, la pittura, le arti applicate e l’artigianato.

Contesto storico del Bauhaus

Il Bauhaus è figlio di un epoca che si sentiva rivoluzionaria. Non pochi condividevano l’opinione che il vecchio mondo borghese dell’industrialismo e del militarismo controllato dai nobili si fosse autodistrutto nella prima guerra mondiale. Le idee della rivoluzione di ottobre Russa accendevano ovunque speranza di rinnovamento nella societtà. La fine del vecchio sistema e la nascita di quello nuovo sembravano ormai possibili, e ci si sentiva chiamati a presiedere alla realizzazione di un futuro migliore. Accanto al movimento socialdemocratico e a quello sindacale, erano state sopratutto le arti che a partire dagli ultimi decenni del IX secolo in Germania avevano dato vita a nuove speranze e visioni di liberttà.
In campo artistico prima della grande guerra, il forte individualismo della rivoluzione industriale tedesca, la severa moralittà borghese e la razionalittà della concezione positivista del mondo erano stati abbandonati da una generazione che voleva valorizzare il sentimento puro, l’originalittà, la stratificazione delle esperienze, l’espressivittà.

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Le speranze di rinnovamento politico sucessive al primo conflitto mondiale erano precedute da una generazione di progetti accumunati dall’idea di avere un legame tra arte e vita e si voleva riformare la produzione e la didattica artistica. In particolare la distinzione accademica tra arte pura e arti applicate, considerata superata e la voglia di abolire le vecchie accademie o di fonderle con scuole di artigianato artistico.
Tutto questo era risultato evidente siccome le scuole di arti decorative nate nel 1870-80 avevano superato le accademie tradizionali quanto a modernittà e internazionalittà. Tra i maestri più importanti dell’arte moderna molti proveniranno dalle scuole d’arte applicata. Gità all’inizio del IX secolo la rivoluzione industriale aveva fatto presagire che con la nascita di una visione economica improntata sull’egoismo, il sogno di una societtà armoniosa sarebbe tramontato. Il passaggio della lavorazione a mano tradizionale alla produzione industrilale moderna e la fine dell’idea individuale del lavoro, dove gli aspetti sociali e culturali erano molto legati, divennero fonte di contraddizioni sociali. Gità alla mettà del IX secolo, Jhan Ruskin fece degli interventi contro l’indusrializzazione, era portavoce di idee romantiche di riforma sociale che voleva mirare a costruire una societtà migliore attraverso il cambiamento di arte e cultura.
A tali idee si ispirò Art and Craft Movment dell’artista e imprenditore William Morris. Nel ottobre 1907 naque la fondazione del Deutscher Werkbund, confederazione tedesca di arti e mestieri che raccoglieva architetti, artisti, storici d’arte, industriali e politici intorno a un programma i cui obbiettivi prima che culturali erano economici.

Tanto tradizionale è il nome Werkbund quanto moderni erano i suoi obbiettivi: abbandono dell’ideologia nostalgica della sintesi tra arte-artigianato, l’importanza dell’industria e sostituzione del concetto "arte e vita" con "arte e economia". La parola d’ordine divenne "buona forma" le cui caratteristiche erano la qualittà e la razionalittà.

Origine e programma del Bauhaus

L’esempio al quale si rifaceva il Bauhaus veniva dall’Art and Craft Movement, un movimento nato in Inghilterra nell’ottocento come reazione allo scandimento qualitativo ed estetico degli oggetti di uso comune causata all’irrefrenabile indusrializzazione. L’Art and Craft voleva riportare in vita l’arte "del popolo per il popolo", sul modello dei manufatti prodotti nelle botteghe medioevali che condurranno alla fondazione del Bauhaus. La Germania accolse le idee dell’Art and Craft Movement. Il Werkbund cioè la confederazione germanica di arti e mestieri voleva migliorare qualitativamente il lavoro dell’industria, questa associazione era formata da artigiani, industriali e artisti ed era stata fondata nel 1907, nel 1912 entrò a farne parte Walter Gropius, che solo cinque anni dopo decretò la morte del Werkbund e insistette per farsi affidare la direzione della scuola d’artigianato artistico a Weimar. Parallelamente l’accademia di Belle Arti di Weimar aspirava ad avere corsi di architettura ed artigianato artistico, questo determinò la fusione dei due istituti. Naque così il Bauhaus statale di Weimar, la cui direzione fu affidata a Gropius.

Intorno alla Bauhaus si muove l’arte nuova della Germania e dell’Europa intera: l’arte più osteggiata di quegli anni. Le premesse sociali, il realismo, l’efficienza della grande scuola si impongono esemplarmente; il fatto ch’essa riesca a resistere agli attacchi di destra e di sinistra fino al 1933 - dopo essersi ancora una volta trasferita, nel 1932, da Dessau a Berlino - inducendo il mondo intero a tenerne conto, ad ascoltarne la voce (nel 1930 la mostra del Werkbund tedesco allestita da Gropius, Moholy-Nagy, Breuer e Bayer a Parigi fartà conoscere l’ideologia e lo stile della Bauhaus nel mondo latino) dimostra come Gropius, impostando l’intero insegnamento sulla realttà di una situazione di fatto e sulle sue perentorie istanze, e preoccupandosi di effettuare quel passaggio, anzi, quell’integrazione dell’artigiano nell’industria, che era la sola condizione di un industrial design vivo e costruttivo, sapesse assai bene fin dal 1919 che cosa voleva: e come avesse fondato su tale consapevolezza il metodo che avrebbe tenuto in vita il Bauhaus fino al limite segnatole ineluttabilmente dalla pesante reazione politica vittoriosa nel 1933.
Oltre alla pittura, la poetica della Bauhaus ha un carattere fortemente marcato nell’arte grafica e tipografica. Il Bauhaus ha favorito l’uso di caratteri senza grazie, mentre al contempo in tutta la Germania si usavano i caratteri gotici, molto più complicati e pesanti. I caratteri gotici erano difficili da leggere e questa è una caratteristica che a certi insegnanti del Bauhaus non piaceva, e che ha indotto l’insegnante Laszlo Mohly-Nagy a disegnare una serie completa di caratteri lineari senza grazie. Moholy sosteneva che siccome la tipografia era un forte strumento di comunicazione doveva comunicare in maniera immediata e diretta. Un carattere non doveva perdere di leggibilittà solo per un fattore estetico adottato in precedenza.

Sosteneva la necessittà di un "carattere unico senza minuscole e maiuscole, solo lettere uniche, basate non sulla dimensione ma sulla buona forma". Questo tipo di pensiero ha ispirato Herbert Bayer, un allievo e insegnante del Bauhaus, che ha radicalizzato ancora di più queste idee. Bayer pensava di creare un unico "carattere universale" valido per la stampa e la scrittura a macchina e manuale. Si trattava di una serie di segni isolati l’uno dall’altro, il contrario dunque di una scrittura, standarizzati nel minuscolo, con un tracciato il più possibile continuo. Essi nascevano dall’analisi della capitale romana, progenitrice di tutti i caratteri antichi. Queste innovazioni sollevarono molte controverse in Germania, in particolare dai funzionari pubblici tedeschi che lo vedevano come una rottura di tradizione.
Laszlo Moholy-Nagy rappresenta il punto centrale nella lunga stagione della fotografia sperimentale che dall’inizio della prima decade del 1900 arriva fino alla mettà degli anni trenta. Pittore, scultore, fotografo, designer, regista, teorico e insegnante, ha fondato insieme a Rodcenko la "nuova fotografia". Inizia ad interessarsi di pittura, seguendo le suggestioni del costruttivismo e del suprematismo. Con le sue idee molto progressiste cercava di migliorare la societtà. La sua importanza deriva tanto dai suoi lavori artistici quanto da quelli teorici. Le teorie da lui elaborate concernono la relazione tra spazio, tempo e luce e interazione dell'uomo con queste tre forze. Il suo grande pregio era quello di saper sempre applicare la sua visione mistica ad azioni estremamente pratiche e di vedere sempre lo scopo dietro alla propria creativittà. Si interessa alle nuove tecniche e realizza i fotogrammi nello stesso periodo di Man Ray.

Nel 1923 viene chiamato al Bauhaus di Weimar da Walter Gropius a dirigere il laboratorio di metalli e il corso preparatorio. Il fine del suo programma al Bauhaus era quello che gli allievi contribuissero a migliorare il mondo moderno progettando degli oggetti funzionali e razionali, con una buona forma, una buona qualittà e a buon mercato, così da poter essere accessibili a tutti. Moholy credeva che attraverso l’arte si potesse migliorare la societtà segnata dagli anni traumatici della guerra. Nei suoi corsi si avvaleva dei nuovi materiali ricavati dal progresso tecnologico. Sosteneva che era indispensabile l’integrazione dell’artigianato nell’industria per creare un design vivo e costruttivo. Nella sua arte voleva dunque unifcare arte e industria "servirsi delle macchine significa agire nello spirito del nostro tempo [...] è l’arte del costruttivismo [...] in esso la pura forma della natura trova la sua espressione".

Percorso professionale-artistico di Laszlo Mohly-Nagy

Laszlo Moholy-Nagy nasce nel 1895 a Btàcs-Borsod, in Ungheria. Nel 1913 intrapprende gli studi di legge all’Universittà di Budapest, che interrompe l’anno seguente per arruolarsi nell’esercito austro-ungarico. Nel 1917, convalescente per una ferita, fonda a Szeged, in Ungheria, il gruppo artistico MA, insieme a Ludwig Kassak ed altri, oltre alla rivista letteraria "Jelenkor". Nel 1919, dopo aver conseguito la laurea in legge, si trasferisce a Vienna, dove collabora con il periodico di MA "Horizont". Nel 1920 si trasferisce a Berlino, dove inizia a creare fotogrammi e collage Dada. All’inizio degli anni venti collabora con numerose importanti riviste d’arte e cura con Kassak "Das Buch neuer Künstler", un volume di poesia e saggi sull’arte. Nel 1921 incontra in Germania El Lissitzky e si reca per la prima volta a Parigi.

La sua prima mostra personale viene organizzata da Herwarth Walden nel 1922 alla Galerie Der Sturm di Berlino. In questo periodo Moholy-Nagy si rivela una figura determinante per lo sviluppo del Costruttivismo. Nel 1923 viene chiamato al Bauhaus di Weimar da Walter Gropius a dirigere il laboratorio di metalli e il corso preparatorio. È insegnante e filosofo di una nuova estetica. Mentre insegna al Bauhaus di Weimar, inizia a interessarsi al design editoriale e teatrale, e cura e progetta con Walter Gropius la serie di "Bauhausbücher" pubblicata dalla scuola. Nel 1925 ha la possibilittà di definire le sue idee sulle nuove tecniche nel libro "Malerei, Fotografie, Film" ottavo volume della collana Bauhaus, in cui evidenzia le novittà introdotte dalla fotografia nella visione della realttà e auspica che si passi dalla "riproduzione" alla "produzione". Nel 1925 si trasferisce con il Bauhaus a Dessau e vi insegna fino al 1928, quando ritorna a Berlino per concentrarsi sulla scenografia teatrale e cinematografica. Nel 1930 partecipa alla "Internationale Werkbund Ausstellung" a Parigi. Nel 1934, anno in cui si tiene allo Stedelijk Museum una importante retrospettiva delle sue opere, si trasferisce ad Amsterdam. Nel 1935 fugge dalla crescente minaccia nazista e si trasferisce a Londra, dove lavora come designer per varie aziende, collabora a vari film e frequenta Naum Gabo, Barbara Hepworth e Henry Moore. Nel 1937 viene nominato direttore del New Bauhaus a Chicago, che chiudertà appena un anno dopo riaprendo in seguito come Istitute of Design. Nel 1938 e nel 1940 organizza i primi corsi estivi nell’Illinois. Nel 1941 entra a far parte del gruppo degli "American Abstract Artists" e nel 1944 diviene cittadino americano. L’artista muore nel 1946 a Chicago.

Herbert Bayer è uno dei primi graphic designer, è tra i più noti pittori e grafici d’Europa e fu assai apprezzato sia nella Germania degli anni trenta sia in seguito negli Stati Uniti.
Inizialmente il punto centrale dell’attivittà artistica di Bayer stava nell’ambito della tipografia, nella grafica d’uso e nella fotografia, la sua opera e il suo metodo però appartengono all’universo della pittura non meno che a quello della tipografia. Bayer progettò allestimenti, cartelloni, vetrine, pagine,...in cui si avvale della fotografia e del fotomontaggio, elementi ancora nuovi nella grafica degli anni venti.

Percorso professionale-artistico di Herbert Bayer

Herbert Bayer nasce nel 1900 a Haag vicino a Salisburgo in Austria. Dopo aver concluso le scuole obbligatorie e due anni di servizio militare, nel 1919, fa un apprendistato a Linz in un atelier di architettura e arte applicata da Georg Schmidthammer. Nello stesso anno lascia Linz "In questa piccola cittadina austriaca mi mancano le possibilittà e gli stimoli di svilupparmi" e va a Darmstadt dove fa un apprendistato in un atelier di arte applicata chiamato "Künstler Kolonie" dell’architetto e progettista Emanuel Mangold. Nel 1921 decide, dopo aver letto il libro "Über das Geistige in der Kunst" di Kandinsky, di lasciare Darmstadt e di andare al Bauhaus, una nuova scuola a Weimar con idee innovative nella quale Kandinsky era insegnante. Durante il primo anno è sotto l’insegnamento di Itten e Klee. Dal 1922-25 è allievo nell’officina-atelier di pittura murale sotto l’insegnamento di Kandinsky e più tardi di Moholy-Nagy. Questi tre anni alla Bauhaus furono molto importanti per il suo percorso artistico, fu profondamente influenzato dal pensiero della Bauhaus.

Nel 1925 dopo aver concluso la sua formazione al Bauhaus, Gropius, il direttore della Bauhaus gli affida la direzione del corso di stampa e pubblicittà. Il Bauhaus è per Bayer il punto di partenza professionale. Nei tre anni sucessivi si occupa probabilmente in maniera esclusiva di tipografia, pur senza alcuna preparazione nel campo della composizione e della stampa. Progetta un alfabeto completo di caratteri senza grazie e senza maiuscole, un carattere che fartà da marchio del Bauhaus e che verrtà utilizzato per tutte le pubblicazioni relative al Bauhaus. Oltre al carattere per il Bauhaus progetta inoltre una serie di caratteri geometrici senza grazie, dei caratteri universali. Anche su di lui, come su tutti i grafici della Bauhaus, l’influenza di El Lissitzky e di Rodzenko si sovrappone a quella della grafica espressionista.
Nel 1928 lascia il Bauhaus e va a Berlino dove lavora come grafico pubblicitario indipendente. In questo periodo lavora anche per la rivista "Vogue" dove si occupa dell’ambito artistico. Durante questo periodo a Berlino approfondisce le possibilittà creative della fotografia, completando una serie di fotomontaggi intitolata "uomo e sogno".
In questo periodo inoltre allestisce mostre,e si occupa di pittura. Nel 1938 va New York dove allestisce una mostra del Bauhaus. A New York ha una distinta carriera in diversi ambiti delle arti grafiche. Da innovatore progettista di tipografia, graphic design, ecc. Bayer amplia negli Stati Uniti il suo lavoro a progettista-allestitore di ambienti. Dal 1946 è ad Aspen in Colorado dove lavora come consulente artistico per diverse ditte e istituzioni. Nel 1968 allestisce la mostra dei cinquant’anni del Bauhaus a Stoccarda. In seguito si stabilisce a Santa Barbara in California, li si dedica in maniera esclusiva alla pittura. Nel 1985 muore a Santa Barbara.

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