Il nome "dada", usato senza significato preciso, fu dato a un movimento "anti-artistico"internazionale attivo dal 1915 al 1922. Il centro principale di attivittà fu il cabaret Voltaire di Zurigo, dove poeti, pittori, scrittori e musicisti con interessi simili si radunavano per partecipare ad attivittà sperimentali quali poesia astratta, rumore-musica, pittura automatica. Il dada rappresenta una violenta reazione all’altezzoso tradizionalismo dell’arte costituita: i suoi membri erano pronti ad usare ogni mezzo nei limiti della loro immaginazione per stupire la borghesia. Tipico prodotto dada è il ready-made, un prodotto ordinario tolto dall’ambito originario e messo in mostra come opera d’arte. Il movimento dada per il suo culto per l’irrazionalittà, preparò il terreno per l’avvento del surrealismo negli anni venti. Il termine dada, che in francese significa cavalluccio di legno, sarebbe stato scelto a caso da Tristan Tzara, sfogliando un dizionario. Il movimento è nato dallo stesso Tzara, dallo scrittore Hugo Ball, di Jean Arp e altri intelletuali di Zurigo. Un’analoga opposizione contro l’arte convenzionale veniva promossa negli stessi anni a New York, da Man Ray, Marcel Duchamp Francis Picabia, a Parigi, dove fu il movimento ispiratore del surrealismo. Dopo la prima guerra mondiale il dada si diffuse in Germania e molti espositori di Zurigo si unirono ai dadaisti francesi, formando dopo a Parigi un nuovo gruppo che durò fino al 1922. Nel tentativo di dare forma alla negazione totale di ogni estetica e di ogni valore sociale, gli artisti dada ricorrevano spesso a esposizioni artistiche e letterarie volutamente incomprensibili. Le rappresentazioni teatrali, come pure i manifesti e le dichiarazioni programmatiche miravano sostanzialmente a turbare il pubblico, cercando di spingerlo a una riflessione sui canoni estetici comunemente accettati. La rivolta contro i canoni comuni si basava sull’affermazione, di derivanza romantica, dell’originaria bonttà dell’umanittà successivamente corrotta dalla societtà.
Il movimento dadaista declinò nel corso degli anni Venti e alcuni dei suoi esponenti rivestirono un ruolo di primo piano nelle altre correnti d’avanguardia dell’arte moderna, in particolare del surrealismo. Le esperienze del movimento dadaista arrichiscono il nuovo alfabeto delle forme del futurismo. Destinati a protestare contro la guerra e i valori adottati dalla societtà, la manifestazione del dadaismo è stata alla misura della morale, della filosofia, della religione e di un po’ d’interesse che suscitò un progresso in quell’epoca. Il dadaismo è come la natura, senza significato. Il dadaismo è per la natura e contro l’arte.
Il rifiuto dell’arte per il dadaismo non fu nefasto alla creazione. La liberttà presa per rapporto alle regole e ai dogma, constrinsero gli artisti a un espressione personale più approfondita. La tipografia fu liberata dalla sua pesantezza tradizionale. Mallarmé in un suo libro, rappresenta il soggetto in caratteri di grandezza differente, spazi e disposizioni tipograficamente in temi differenti. Anche Appollinaire illustra figuramente i suoi "Calligrammes". In questo ordine di idee, Mallarmé e Appollinaire furono i precursori dei futuristi e dei dadaisti.
I lavori tipografici di Tzara e Hausmann sono la sintesi di immagini elaborate con la rifessione ottica. Le lettere e i segni scelti con valore intrinseco, producono dei contrasti e ritengono l’attenzione tramite i collages, le procedure di composizione e le suggestioni d’immagine. Schwitters, nel suo "Ursonate" dispone i testi e le parole secondo un ordine logico di rango, orizzontalmente o verticalmente. Dei tratti sottili e dei tratti spessi o dei titoli con dei caratteri grassetto, fanno risaltare la disposizione dell’impaginazione.
Altri gruppi dadaistici parzialmente indipendenti da quello di Zurigo, si formano a New York, Berlino, Parigi, Colonia e Hannover.
Le loro creazioni artistiche aprono delle nuove possibilittà alla comunicazione visiva tramite collages e fotomontaggi: si ritagliano immagini da giornali, di annunci, di vecchie lettere, di etichette, di libri di contabilittà, eccetera per poi incollarli di seguito ad altri frammenti di immagine ricche di insiemi di idee, spesso provocatorie. Il poeta Husmann con l’esperienza con il "poema fonetico", posa sillabe e parole, che sono separate con un ordine simbolico. Man Ray inventa i fotogrammi e li chiama "Rayogrammi". Francs Picabia combina la pittura e i collages. Vicking Eggeling e Hans Richter crearono dei film astratti impressionanti con l’utilizzo di composizioni ritmate e geometriche. Hugo Ball, Raoul Husmann, Richard Hülsenbeck e Kurt Schwitters introducono il poema fonico, una nuova forma di poesia acustico. Schwitters crea delle composizioni tipografiche, per la sua "ursonante", seguendo una logica, da sonoro a composizione, lo stampa con l’aiuto del tipografo Jon Tschichold.
Nel 1918 viene pubblicato il primo manifesto dada. Il manifesto è composto solamente da caratteri tipografici, spessori, segni tipografici e la struttura compositiva è improntata ad una forte geometrizzazione, l’espressivittà risulta varia, libera, dinamica. Si staccano dai soli schemi classici, regolari. I principali esponenti sono: Arp, Duchamp, Hausmann, Man Ray, Picabia e Schwitters. Il dadaismo tedesco, attraverso la tecnica del collage, arriva alla creazione di una nuova realttà spesso ambigua e ricca di sottintesi creata con immagini prese da libri e riviste e accostati con giochi di fantasia. In particolare il pittore e scultore Max Erst (1891-1976), fondatore con Jean Arp (1887-1966) del gruppo dadaista di Colonia, passa dal collage alla tecnica del frottage: riproduce cioè pregando vari materiali naturali come foglie, fossili, legno con venature. Queste immagini, tolte dal loro ambiente ed isolate, diventano nuovi oggetti capaci di evocare miti, fantasia, allucinazioni.
Per un artista come Raoul Housmann (1886-1971), esponente del dadaismo berlinese, nell’opera c’è il frutto di un fotomontaggio tra tecniche d’arte, che crea un accostamento caleidoscopico di immagini con valenza di critica sociale e politica, particolarmente viva nella Berlino del primo dopoguerra. Kurt Schwitters (1887-1948), che opera ad Hannover, crea ambienti nuovi di singolare bellezza passando da collages a composizioni con materiali di scarto (Merzbild). I vari resti, ritagli, rifiuti, diversissimi per materiale, forma e colore e collocati in un ambiente insolito con accostamenti sorprendenti, assumono una specie di seconda vita, ricchi anche dal fatto di essere stati ricercati e scelti.
Biografia Kurt Schwitters
Kurt Schwitters, nato il 20 giugno 1887 a Hannover (Germania), morto l’8 gennaio 1948 ad Ambleside (Inghilterra).
Pittore, scultore, poeta e scrittore, autore di collages, fondatore del Dada ad Hannover. Dopo aver seguito i corsi di disegno di Bantzer all’Accademia di Dresda (1909-1914) e poi a Berlino, intorno al 1916 inizia una ricerca autonoma ispirata all’Espressionismo (anche francese) e dal Cubismo.
Nel 1918, mentre frequenta i corsi di architettura all’Istituto tecnico superiore di Hannover, prende contatti con lo Sturm a Berlino e si indirizza verso posizioni maggiormente radicali, in seguito al influsso del collage cubista di Braque e Picasso. Ma, a differrenza di quest’ultimi, la sua organizzazione compositiva è affidata esclusivamente al caso. Schwitters utilizza ogni sorta di materiale trovato per strada: biglietti del tram, bottoni, lembi di abiti, tappi, brandelli di giornali. Nel 1919 compone il suo primo Merzbild esponendolo alla Galleria der Sturm a Berlino.
La parola "Merz"diviene segno unitario di tutta la produzione (deriva dalla costruzione della parola "commerz"). Il suo opus magnum è il Merzbau, una composizione in gesso, legno e vari altri materiali, alla quale dedica sette anni di lavoro ( dal 1923). L’opera invade i tre piani della sua casa nella Waldhausenstrasse Hannover, distrutta durante i bombardamenti nel 1943.
Compone anche collages poetici e poemi fonetici-Merz, che interpreta lui stesso e che pubblica su diverse riviste Dada. Nel 1919 stabilisce contatti con il gruppo Dada zurighese, con Tarza e Arp. Nel 1921 intraprende un viaggio di conferenze a Praga con sua moglie. In questa occasione sente per la prima volta il poema fonetico di Hausmann che gli offre lo spunto per la Ursonante, la sua opera più importanate di poesia fonetica. Nel 1923 fonda la rivista Merz che esce in 24 numeri fino al 1932, dando spazio non soltanto agli artisti Dada, ma anche ai costruttivisti. La parola Merz compare perfino nelle opere più tarde dopo aver abbandonato la Germania (1937), la permanenza in Norvegia e l’ultimo trasferimento in Inghilterra (1940). L’ultima dimora di Schwitters è ad Ambleside, nel Lake di District.