Futurismo

comunicazione visiva, Futurismo

Contesto

Il futurismo nasce come movimento letterario creato da Filippo Tommaso Marinetti; il leader futurista capì che l’epoca della grande industria, degli ampi agglomerati urbani, del telefono e della radio, della terra rimpicciolita dai trasporti che, favorendo i contatti e gli scambi tra i popoli, trasformano anche la psicologia umana, doveva necessariamente produrre una nuova cultura, non più legata al passato, bensì in grado di creare un nuovo linguaggio, tanto nella letteratura, quanto nelle arti figurative, nell'architettonico, nella musica e nel teatro. Si trattava di realizzare, dunque, un’avanguardia totalizzante, che potesse esprimere gli "eroici furori" del periodo.
Marinetti e le sue nuove idee trovarono al loro seguito inizialmente solo un piccolo manipolo di poeti, ma ben presto il progetto si concretizzò in un vero e proprio movimento e investì vari campi: la pittura, la musica, l’architettura, oltre che al teatro e al cinema, e ancora più importante nel campo della grafica.

Biografia

Filippo Tommaso Marinetti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1876 da una benestante famiglia borghese, trasferita poi a Milano. Formatosi in un liceo francese della città natale, e poi all’Università di Parigi, si afferma presto come autore di poesie e romanzi in lingua francese. Erede di un cospicuo patrimonio militare che gli consente una brillante vita sociale, soprannominato "caffeina d’Europa" per il suo instancabile attivismo, Marinetti opera in un terreno percorso da numerosi fermenti che anticipano i temi del manifesto futurista, ma che in esso trovano una loro organizzazione, in grado di destare l’interesse sempre più ampio di artisti e intellettuali. Assieme al pittore Umberto Boccioni, verrà considerato fondatore del futurismo.
Nel 1905 fondò a Milano la rivista "Poesia", organo del movimento futurista, con l’intento di far conoscere le voci dei scrittori italiani e stranieri.
Nel 1909 scelse un prestigioso giornale parigino, Le Figaro per lanciare "il Manifesto del Futurismo", che costituisce l’atto ufficiale delle fondazione del gruppo. Espose i principi ispiratori del movimento, basati su un rifiuto radicale del passato e proiettati verso l’edificazione di una cultura completamente rinnovata. Marinetti fu un grande organizzatore di cultura, capace di favorire il successo del movimento futurista utilizzando le tecniche moderne della réclame, della diffusione editoriale e della ricerca del consenso, ottenuto anche attraverso la provocazione e lo scandalo per i quali verrà arrestato più volte. Egli prese parte alla prima guerra mondiale e fu favorevole all’avvento del fascismo, nel quale si illuse di vedere realizzate le sue idee rivoluzionarie. Nel 1924 pubblicò "Futurismo e fascismo" e finì per trasformarsi in un intellettuale di regime.

Pur continuando nella sua opera di scrittore, Marinetti collaborò a importanti organi di stampa fascista, e assisté nel contempo al progressivo svuotamento dei suoi ideali.
Morì il 2 dicembre del 1944 a Bellagio, colpito da infarto e venne tumulato nel cimitero monumentale di Milano.

Caratteristica del lavoro

In principio Marinetti si lasciò guidare dal suo indiscutibile fiuto: quando nel 1909 pubblicò sul parigino Le Figaro il "Manifesto del futurismo", trovò al suo seguito solo un piccolo manipolo di poeti tra cui Palazzeschi, Buzzi, Govoni, Cavacchioli, Altomare; ma ben presto il progetto si concretizzò in un vero e proprio movimento e investì vari campi: la pittura con Boccioni, Carrà, Balla, Severini, Russolo e molti altri in seguito, la musica con Pratella e Russolo, l’architettura con Sant’Elia, oltre che al teatro e al cinema, e ancora più importante la grafica con Depero e Soffici.
L’utopistica "ricostruzione futurista dell’universo" attraversò tutti gli aspetti della vita, dalla politica alla moda, dalla réclame alla cucina. Agli albori dell’era tecnologica, Marinetti intuì l’enorme importanza dei mass media e dell’organizzazione nell’ambito culturale: agì da manager, gestendo il futurismo come una grande impresa e utilizzando strumenti di propaganda e diffusione inconsueti nel mondo dell’arte, come volantini, striscioni, manifesti, campagne promozionali.
Rivoluzionario e Accademico, anarchico dell’arte e uomo inquadrato, cosmopolita e nazionalista, Marinetti ha concentrato in sé elementi culturali eterogenei. Ma, al di là delle contraddizioni e dei contrasti, che ancor oggi suscitano polemiche e valutazioni diverse, resta il creatore delle "parole in libertà".

Il poeta futurista fa uso del verso libero (cioè liberato dalla matrice e dalle rime), è chiamato a sintetizzare la propria espressione usando nuove immagini e inedite analogie ottenute accostando o raddoppiando i sostantivi e sopprimendo gli aggettivi. Altre forme di velocizzazione d’espressione sono l’uso del verbo all’infinito, "rotondo e scorrevole come una ruota" e il ricorso all’onomatopea.
A questo si aggiunge una vera e propria rivoluzione tipografica che sconvolge l’impianto tradizionale della pagina mediante l’impiego contemporaneo di caratteri con forme e dimensioni diverse, accostando alla espressione logica, quella del significato delle parole, anche una comunicazione visiva, quella della forma che quelle stesse parole assumono sulla pagina. Questo tipo di "pagina" viene definita "tavola parolibera" e viene impiegata in molti libri futuristi.
Uno dei primi e più noti libri futuristi che offre diversi esempi di "tavole parolibere" è il marinettiano Zang Tumb Tumb, pubblicato nel 1914, ispirato alla guerra e in particolare all’assedio di Adrianopoli (Turchia), avvenuto durante il conflitto bulgaro-turco del 1912, di cui Marinetti è stato testimone oculare. In questo libro egli descrive i momenti di una battaglia cercando di dare al lettore la sensazione della simultaneità degli eventi. Per fare questo egli usa una scrittura impersonale, con una narrazione fatta di frammenti collocati in rapida successione, come tante immagini che scorrono una dopo l’altra. Le "tavole parolibere" aggiungono una suggestione visiva per mezzo di una soluzione grafica allusiva e movimentata come gli eventi che il testo descrive.
Gli innovatori tipografici come Soffici o Depero accentuarono il principio dei ritagli per ottenere degli effetti con gli elementi e i volumi al fine di aumentare la tensione della composizione.

Con dei collages e dei disegni concretizzarono le visioni delle guerre, vi incorporarono delle cifre, delle lettere, delle parole, delle frasi intere, divise esteticamente nello spazio disponibile.
In particolare, Ardengo Soffici, pittore e scrittore, prese la difesa del cosiddetto "lirismo tipografico": egli si serve delle lettere come figure proprie e vive, dove le disposizioni in diagonale, i contrasti di grandezza diverse e le frasi lapidarie piazzate al posto giusto formano come risultato un insieme tipografico variato ed espressivo.
Mentre le opere del pittore, poeta e grafico Fortunato Depero, di una disposizione chiara ed ordinata, si possono paragonare a delle soluzioni emotive ed esplosive del grafismo omnidirezionale di Marinetti.
Queste nuove composizioni tipografiche influenzeranno la pubblicità italiana degli anni Venti e Trenta fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, alla nascita del pseudomonumentalismo che soffoca tutti gli sforzi dei Progressisti.

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