Biografia
John Heartfield (pseudonimo di Helmut Herzefeld), nasce il 19 giugno 1891 a Schmargendorf, Berlino.
È pittore, tipografo ed esperto in montaggi fotografici. Suo padre era lo scrittore socialista Franz Herzfeld. A soli sette anni perde i genitori. Nel 1905 inizia a lavorare commerciando libri a Wiesbaden. Tra il 1907 e il 1914 frequenta dapprima la scuola d’arte di Monaco e in seguito la scuola d’arte e artigianato di Charlottenburg, Berlino. Nel 1915, in seguito ad una malattia di nervi, viene esonerato dal servizio militare e l’anno seguente per protesta contro la persecuzione anti-britannica, cambia il suo nome in John Heartfield.
Nel 1914 fonda la casa editrice Malik insieme al fratello, e alcuni anni dopo fonda la rivista "Newe Jugend" ed inizia ad eseguire creazioni tipografiche. In questi anni fa anche amicizia con Grosz (disegnatore e pittore tedesco, di formazione espressionista-futurista, autore di satira politica), Jung (psichiatra svizzero, fondatore della psicologia analitica) e Huelsenbeck (pittore, poeta e scrittore tedesco, che partecipò al dada zurighese e berlinese). Alla fine del 1917 si dedica all’attivittà cinematografica alla UFA (casa cinematografica tedesca) e produce diversi film d’animazione. Nello stesso anno distrugge tutto il lavoro compiuto finora e si dedica completamente alla realizzazione di montaggi tipografici. Nel 1918 si iscrive al partito comunista e dall’anno dopo partecipa al dadaismo berlinese con serate, pubblicazioni e manifesti sino a diventare uno degli organizzatori principali della Prima Fiera Internazionale Dada. Nel movimento è conosciuto come "Dada monteur". Nel 1921 subisce un processo a causa della provocazione al nazionalismo tedesco nel plastico "l’arcangelo prussiano".
Tra il 1921 e il 1923 cura la grafica e il design dei libri della sua casa editrice e collabora al periodico "Der Knuppel" (il manganello). Negli stessi anni è anche direttore artistico delle messinscene del teatro di Renhardt.
Dopo la fine del Dada a Berlino si dedica quasi completamente alla politica eseguendo molti fotomontaggi. Nel 1929 tiene la sua prima grande mostra nell’ambito dell’Esposizione Internazionale "Film und Photo" a Stoccarda.
Nel 1933 è costretto a rifugiarsi a Praga e in seguito a Londra perseguitato dal nazismo tedesco. In Unione Sovietica è promosso a far parte del gruppo di propaganda per mezzo del fotomontaggio politico insieme a grandi grafici, come Klucis e Lisickij. Nel 1939 organizza la mostra "One man’s war against Hitler" (guerra personale contro Hitler). In seguito si trasferisce a Lipsia e lavora in collaborazione con Brecht. Nel 1957 compie un importante viaggio in Cina e nel 1968 muore a Berlino.
Contesto e caratteristiche dell’opera di Heartfield
La vita e la produzione artistica di Heartfield, più che per qualsiasi altro artista, non può prescindere dalla situazione storica, politica e culturale in cui è vissuto e ha preso coscienza della realttà. Negli anni venti Heartfield era diventato un artista di tipo nuovo, un artista che interviene, l’artista militante. Egli non solo si rifiuta di lavorare estraniato dagli eventi reali, ma vuole intervenire sugli eventi stessi con i mezzi artistici a sua disposizione per modificare la direzione: fare politica, non giudicarla. Presupposti necessari sono un linguaggio altamente sviluppato e comprensibile alle masse, un procedimento artistico che consenta lavori rapidi e un mezzo che garantisca la veloce diffusione dell’arte tra le masse, proprio con questo scopo Heartfield usa il fotomontaggio. Per poter capire le caratteristiche del suo lavoro, bisogna seguire l’evoluzione degli eventi storici.
Gità prima della fine della Grande Guerra, la Germania è attraversata da una grave crisi interna, con tentativi rivoluzionari ispirati alla rivoluzione russa, ma la minoranza rivoluzionaria non riesce ad infiltrarsi nella struttura amministrativa statale. A guerra conclusa, l’intrinseca debolezza della neonata repubblica di Weimar favorì l’avvento al potere della dittatura. Nonostante la costituzione all’epoca fosse considerata un gioiello di liberalittà, basata com’era su un modello misto di parlamentalismo e presidenzialismo, il Reichstag, eletto attraverso il sistema proporzionale, si rivelò scrupoloso garante della rappresentativittà, ma assai meno della governabilittà. Nel 1933 la costituzione di Weimar consentirtà al nazismo di prendere il potere in modo assolutamente legale.
La guerra logorò fino allo stremo l’esercito, l’economia del paese e la sua stessa struttura sociale.
L’entittà del debito di guerra stabilito dal trattato di pace di Versailles era tale da rendere impossibile il suo pagamento da parte della Germania, il che aggravò ulteriormente la crisi economica del paese. La situazione si normalizzò solo qualche anno dopo, grazie all’intervento degli Stati Uniti, che aiutarono il risanamento dell’economia tedesca. La ritrovata stabilittà favorì un’atmosfera di liberttà e di fermento culturale. In questo periodo si sviluppò l’esperienza d’avanguardia del Bauhaus, mentre in ambito filosofico sorsero il circolo di Vienna e il gruppo di Berlino. Il crollo della borsa di Wall Street costrinse i paesi come la Germania, che facevano affidamento soprattutto sui prestiti statunitensi, a sospendere i lavori pubblici, gli investimenti e a procedere a licenziamenti. Due partiti trassero dalla crisi economico-sociale dei vantaggi immediati: quello comunista e quello nazionalsocialista. I nazisti, in particolare, riuscirono a compiere un incredibile balzo avanti. Nato nel 1920, il partito nazionalsocialista, inizialmente non era che un movimento locale bavarese, violentemente nazionalista, anticomunista e antidemocratico. Le basi ideologiche del nazismo si basavano sull’individuazione precisa dei "nemici" della Germania. Se i nemici esterni erano le potenze vincitrici della prima guerra mondiale, quelli interni erano incarnati dal marxismo e dal liberalismo. La lotta di classe e l’internazionalismo marxista corrompevano, attraverso i partiti di sinistra, le masse lavoratrici, fiaccandone il senso d’appartenenza nazionale. Il liberalismo, come tipica espressione dell’ideologia borghese, era anch’esso responsabile della corruzione della nazione con i suoi appelli alla competizione e all’individualismo. Ma la sintesi estrema del "nemico" era l’ebraismo, che, secondo Hitler era capitalista e comunista al tempo stesso e complottava contro la Germania.
Per assicurare un futuro alla nazione, l’unica chance era eliminare i nemici, e con essi l’istituzione parlamentare, per sostituirvi un nuovo Reich privo di conflitti interni, con una struttura rigorosamente gerarchica, razialmente puro e capace di espandere la sua potenza a est.
Nel 1930 il governo Brüning non avendo la maggioranza parlamentare che gli avrebbe consentito di affrontare la crisi economica e l’instabilittà politica, ricorse all’articolo 48 della costituzione, che gli permetteva di governare, in caso d’emergenza, per decreto-legge anche senza l’approvazione del parlamento.
Con Il Parlamento morto (18 ottobre 1930) (imm. 02) Heartfield critica aspramente questa volta in senso autoritario, rappresentando la visione deserta del parlamento, sciolto da Brüning per aver condannato il suo uso eccessivo di decreti d’emergenza, durante la sessione del 13 ottobre. Il sottotitolo "Questo è tutto quello che rimane del 1848!" sottolinea ironicamente come dalle richieste di partecipazione e rappresentanza democratica di quei moti, si sia invecie arrivati ad un governo presidenziale autoritario. Nel 1933 Hitler ricorrertà allo stesso articolo della costituzione per abolire le fondamentali liberttà dei cittadini.
In cerca di una nuova maggioranza, Brüning indisse le elezioni per l’ottobre del 1930, i socialdemocratici si confermarono i più forti, ma non guadagnarono stabilittà e il governo Brüning si trovò costretto a vivacchiare come prima. Oltre a questo, un ulteriore segno di disfacimento fu costituito dalle elezioni presidenziali dall’aprile 1932. L’ottantaquattrenne feldmaresciallo Hidenburg si lasciò convincere a ripresentare la candidatura. Dopo un testa a testa con Hitler, ne uscì vincitore contro il leader nazista. Poco più di un mese dopo, nel maggio del 1932, cadde però il governo Brüning e il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler, come il capo del partito di maggioranza relativa, venne legalmente nominato cancelliere di un governo di coalizzazione da Hidenburg.
Con l’opera Milioni dietro a me (16 ottobre 1932) (Imm. 03) Heartfield denuncia l’appoggio dato a Hitler dalla grande industria e dai latifondisti agrari, ripetendo un moto che lo stesso Hitler aveva largamente usato prima di arrivare al potere per indicare la massa dei suoi sostenitori. Heartfield annuncia ironicamente: "Il significato del saluto di Hitler: un piccolo uomo che chiede grandi regali" e mostra la mano destra di Hitler accettare una mazzetta di banconote da un gigantesco borghese che sta dietro di lui. Ovviamente il finanziatore occulto non vuole farsi notare, motivo per cui il suo volto resta nascosto.
Conti economici per il busines della morte (22 gennaio 1933) (Imm. 04) è accompagnata dalla seguente didascalia: "Preghiera dell’industria delle armi: più cinesi cadono, più le nostre ciminiere fumeranno. Con un migliaio di cinesi morti ci ripaghiamo i costi. Centomila cinesi morti significano un profitto. Dieci milioni di cinesi morti potrebbero significare la fine della crisi. Signore, fa che il fuoco dell’Est bruci sempre di più". (Probabile allusione alla guerra civile in Cina, tra nazionalisti e comunisti, ma il significato è generale). Anche quest’opera indica gli interessi della grossa industria tedesca, uno dei principali supporti della politica hitleriana.
A Ginevra, sede della Societtà della Nazioni, una manifestazione di lavoratori che manifestavano contro i totalitarismi fu repressa violentemente con le mitragliatrici. Ne La morale di Ginevra. Dove vivono i soldi, la pace non può sopravvivere (27 novembre 1932) (Imm. 05), la colomba della pace è trafitta dalla baionetta fascista davanti al palazzo sede della societtà delle Nazioni, sulla cui bandiera la croce rossa Svizzera si trasforma in svastica. Lo stesso tema della colomba trapassata dalla baionetta verrtà ripreso nel 1960, in tono meno aggressivo ed incline alla speranza, col titolo Mai più.
La propaganda, l’intimidazione e la repressione degli avversari politici prima delle elezioni toccarono un vertice con l’incendio del palazzo di Reichstag nella notte del 27 febbraio 1933. L’incendio fu definito dal governo Hitler come il primo segnale di un’imminente azione sovversiva dei comunisti e fu utilizato propagandisticamente per poter meglio consolidare e legalizzare il proprio potere. La notte stessa dell’incendio fu dato il via ad una vasta azione di arresti contro esponenti dei partiti di sinistra, in particolare di quello comunista, dichiarato illegale, la cui stampa venne soppressa proprio nel pieno della campagna elettorale. Ma, ancor più grave, l’incendio fu usato come pretesto per l’emanazione di un altro decreto d’emergenza, promulgato gità la mattina seguente e quindi preparato in anticipo. Con questo atto, sempre basato sull’articolo 48 della costituzione di Weimar, venivano in pratica aboliti i diritti dell’uomo e del cittadino, sul cui rispetto si fonda la democrazia. Esso conteneva la proclamazione dello stato d’emergenza e la fine della vita costituzionale, diventando il sostegno formale più importante del dominio di Hitler; infatti, benché vi si dica che sarebbe stato "valido fino a nuovo ordine", non venne mai soppresso e durò fino al crollo del Reich nel 1945.
In Göring il boia del terzo Reich (14 settembre 1933) (Imm. 06) Heartfield sottolinea il fatto che il vero colpevole dell’incendio del Reichstag, Hermann Göring, esponente di spicco del nazismo e ministro del Reich, non apparirtà davanti al tribunale, mentre ci saranno quattro uomini innocenti. Quest’opera condivide il sospetto, sorto fin dal primo momento, che gli stessi nazisti avessero organizzato l’incendio, in quanto ad essi solo poteva portare vantaggio. Nonostant anche nelle elezioni del 1933 non avesse ottenuto la maggioranza assoluta, il regime hitleriano si impose senza trovare significative resistenze, anche per lo scioglimento degli altri partiti e di tutti i sindacati.
Hitler utilizzò da un lato la perfetta macchina propagandistica orchestrata da Göbbels, dall’altro la sistematica repressione degli avversari politici, arrestati e rinchiusi in campi di concentramento, e l’annullamento di ogni forma di dissenso mediante un ferreo controllo, basato sul terrore, della vita pubblica e privata dei cittadini.
L’ironico Mimica (8 aprile 1934) (Imm. 07) pone l’accento sulla ricerca del consenso della masse, nonostante la loro totale esclusione dalla vita politica. Nell’interpretazione di Heartfield, la propaganda di Josef Göbbels cerca di mascherare il Führer con la barba di Marx per attrare i lavoratori contrari alle idee nazinalsocialiste. Questi dovrebbero essere convinti mescolando la svastica ai simboli bolschevichi di falce e martello.
Nell’opera Come nel Medioevo, così nel Terzo Reich (31 maggio 1934) (Imm. 08), è chiaro che il significato evidenzia un ritorno al Medioevo, con un parallelismo tra un basso rilievo di una vecchia chiesa tedesca raffigurante una scena di supplizio e l’immagine di un uomo torturato dalla svastica.
Per raggiungere il potere assoluto, Hitler aveva bisogno dell’appoggio degli ambienti industriali e militari. Ma un pericolo, proveniente dall’interno stesso del partito, minacciava la sua posizione di padrone assoluto. Si trattava di circa due milioni di uomini delle SA, comandati dal suo intimo amico Ernst Röhm, che erano stati fondamentali per la sua salita al potere. I loro dirigenti erano favorevoli a una "seconda rivoluzione": pensavano di statalizzare le strutture economiche (come prevedeva l’originario programma del nazionalsocialismo) e di fondere le SA con l’esercito formando una gigantesca armata popolare. I poteri economici e militari erano decisamente contrari a quest’eventualittà; Hitler decise di mettersi dalla loro parte liberandosi delle frange "rivoluzionarie" delo suo partito. Con la brutalittà e la di mancanza di scrupoli sue proprie, sbaragliò i più alti commandi delle SA, cominciando dallo stesso Röhm.
La notte del 30 giugno centinaia di uomini caddero vittime di un massacro preperato in precedenza nei minimi dettagli; oltre alle SA, Hitler si sbarazzò anche di Ebrei e di antichi avversari. La spiegazione ufficiale riportata al popolo tedesco fu che il Führer era riuscito a prevenire e a sventare una rivolta delle SA.
La mattina del 30 giugno Hitler arrivò inaspettatamente a Monaco, dove arrestò personalmente Röhm e i capi delle SA che lo circondavano, tutti a distanze di poche ore vennero fucilati senza processo. Nel fotomontaggio Lealttà in risposta alla lealttà. Saluti dal Führer (12 luglio 1934) (Imm. 09), Heartfield immortala questo evento, rappresentando Röhm assasinato, significativamente, usando mitragliatrici della fabbrica Krupp.
Dopo la morte del presidente Hidenbourg (2 agosto 1934) Hitler poté riunire nella sua persona le cariche di presidente del Reich e di Cancelliere e ricevette il giuramento di fedelttà da parte dell’esercito. Ora Hitler poteva proclamare la fine della rivoluzione esclamando che nei prossimi mille anni nessuna rivoluzione avrebbe più avuto luogo in Germania.
Contemporaneamente all’ascesa del nazismo, Heartfield compone la prima serie dei suoi più alti capolavori, come ad esempio il manifesto per le elezioni del 20 maggio 1928, La mano ha 5 dita, con il 5 espugnerai il nemico! Votate la lista 5, partito comunista! (Imm. 10).
La presa sulla realttà, l’oggettivittà garantita dal documento fotografico, insieme alla fantasia fanno di questi fotomontaggi, nell’epoca in cui sono stai eseguiti, il caso unico di una ideologia critica della societtà, risolta appieno nell’evidenza immediata dell’immagine figurativa. La situazione tedesca, per gli artisti, era gità diventata difficile prima ancora che il nazismo prendesse definitivamente il potere. Non era nemmeno necessario che si trattasse di opere esplicitamente rivoluzionarie.
Bastava che in qualche modo proponessero un’immagine non convenzionale o retorica della germania o della sua storia perché i nuovi filistei gridassero allo scandalo. Dopo l’ascesa di Hitler al potere, le persecuzioni contro gli artisti di avanguardia, contro i così detti "artisti degenerati", aumentarono d’intensittà, si fecero spietate, si spinsero fino all’arresto e al falò delle opere. Ormai dunque, in Germania, l’arte e la cultura erano state ridotte al silenzio. Comunque l’opposizione degli intelletuali e degli artisti continuò all’estero, e così fu anche per Heartfield, costretto a lasciare la Germania sin dal 1933, pur restando collegato idealmente al movimento operaio internazionale. Tuttavia il suo lavoro rallentò anche se non mancò l’intervento delle sue immagini nelle varie fasi sucessive della lotta, sia nei giorni della guerra di Spagna, che in quelli decisivi dell’ultimo conflitto in cui finalmente il nazismo fu abbattuto.
Ciò che è opportuno mettere in luce accanto alla descrizione degli anni della sua formazione fortemente legati alla situazione politica ed ad immagini forti e dure è il senso permanente d’attualittà che l’opera di Heartfield ha mantenuto e mantiene, non solo perché i suoi temi riguardano anche il presente, bensì perché il suo metodo insegna a cogliere sempre il centro casuale del problema.Inoltre un secondo aspetto che rende estremamente attuali questi fotomontaggi è l’aspetto tecnico-espressivo, infatti egli è uno dei primi artisti che ha capito la necessittà di appropriarsi di un mezzo di comunicazione di massa, quale l’immagine fotografica per farne uno strumento di coscienza in senso contrario, ritorcere cioè l’arma dell’avversario contro l’avversario stesso.
Tecnica
Heartfield come tecnica nella maggior parte delle sue opere usa il fotomontaggio, nei suoi lavori ha sperimentato tutte le potenzialittà espressive e le risorse che gli strumenti e le immagini del suo tempo gli consentivano. Con lui il fotomontaggio, che fino ad allora trovava impiego solo come iconografia popolare (nelle cartoline, per esempio) o come tecnica sperimentale di artisti d’avanguardia (Dada), muta indirizzo e fa un salto di qualittà: si trasforma in uno strumento duttile, capace di esprimere contenuti complessi. Per comporre i propri lavori egli aveva un grande archivio di fotografie, l’artista però non lavorava direttamente con la macchina fotografica e la camera oscura, ma si avvaleva dell’aiuto di un fotografo, che a seconda delle esigenze gli preparava il materiale. Gli strumenti elementari del suo lavoro erano le forbici e la colla e l’ingranditore, con cui elaborava i materiali provenienti dai giornali e dalle agenzie giornalistiche.
Si è gità detto che Heartfield per realizzare i suoi fotomontaggi poteva utilizzare tutte le risorse della camera oscura e dalla macchina fotografica in quanto disponeva della collaborazione specialistica di un fotografo. Questo gli da anche la possibilittà di usare procedimenti elaborati e tecnicamente difficili, come il montaggio, un montaggio di tipo particolare, perché senza forbici che si chiamava sovrimpressione. La sovrimpressione ha qualcosa che rende l’immagine psicologicamente unitaria: l’immagine è sfumata, non ci sono fratture fra le varie parti e se ne ricava un’idea di coesione che non sempre gli altri montaggi riescono ad ottenere. La compenetrazione di forme è la traduzione visiva di una fusione di ideali, di sentimenti o di identittà che sarebbe difficile tradurre altrimenti.
Viene particolarmente sfruttata per rendere realttà psichiche invisibili: il pensiero che corre a qualcuno, l’intima natura di un individuo, la materializzazione dei suoi pensieri. La sovrimpressione evidenzia l’alter ego, rende manifesti i sogni, si può visualizzare quello che sta dentro, quello che sta sotto, come si vede ad esempio nella famosa radiografia di Hitler che ingoia i soldi (Imm.11). Non frequenti, ma significativi sono i casi in cui Heartfield ottiene un risultato dialettico semplicemente giustapponendo due fotografie (fotoaccostamento), in questo modo spesso l’artista provoca un montaggio non materiale, facendo un tutt’uno delle foto, fa scattare una calcolata operazione mentale per cui il montaggio avviene nella testa di chi guarda.
Heartfield utilizza pochissimo colore anche perché in quegli anni le foto giornalistiche erano tutte in bianco e nero. In certi casi, però soprattutto per copertine di libri, usa colori tipografici piatti.
In un certo periodo della sua vita, attorno agli Anni Venti, Heartfield lavora spesso con Grosz. Il lavoro del disegnatore si unisce a quello del fotografo; ne nascono opere in cui i due mezzi espressivi sono combinati. Le due tecniche messe a contatto stridono, "si respingono" in forza dei differenti codici di lettura e dei diseguali livelli di iconismo.
Spesso Heartfield ritocca le proprie immagini con l’aerografo, trasformando le possibilittà tecniche dello strumento in qualittà espressive. Il fotomontaggio è l’accostamento e la combinazione di materiali il più delle volte eterogenei per grana, illuminazione, materia. Per mezzo dell’aerografo l’artista fonde ed amalgama i diversi materiali e si sforza di ottenere un’immagine quanto più possibile unitaria, anche dal punto di vista materico. L’operazione finale di ogni fotomontaggio è l’aggiunta di particolari a pennello che danno completezza alla scena.
In molti fotomontaggi si serve del cambio di dimensioni: i soggetti rappresentati non rispettano la normale scala di proporzioni. Vediamo un uomo che tiene in mano una nave, un personaggio gigantesco contrapposto a un omino lillipuziano, e così via.
Una prassi abituale in Heartfield è quella di far entrare lo scritto nel corpo della composizione. Il significato del fotomontaggio si completa per mezzo del testo, che spesso non è altro che una frase estrapolata da un altro contesto e ha il valore di citazione o di parodia.