Stankowski Anton

comunicazione visiva, Stancowski Anton

Biografia

Stankowski nasce a Gelsekirchen, Germania, il 18 giugno del 1906. Fotografo, artista, pittore e grafico, dapprima si forma come decoratore. Successivamente studiò col professore Max Burchartz alla Folkwangschule di Essen. Dal 1929 al 1937 è attivo in Svizzera come artista commerciale. Lavora dal 1929 al 1936 nell’agenzia pubblicitaria di Max Delang a Zurigo; e nel 1951 apre la sua agenzia di design. Dapprima nel 1937 è a Stoccarda, dove lavora per proprio conto come grafico, specialmente nel campo pubblicitario e per la tipografia, creando motivi per tessuti stampati.
Tra il 1969-1972 diviene presidente della commissione artistica per i giochi olimpici. Nel 1983 nasce la Fondazione Stankowski che promuove l’arte ed il design.
Egli lavora soprattutto per l’industria, ricorrendo spesso all’espressione grafica del segno all’interno di composizioni astratte ma di efficacia immediata.
Nella sua lunga attivittà di professionista della comunicazione visiva, ha esposto in numerose pubblicazioni e articoli i suoi principi, le sue tesi e le sue strategie creative soprattutto riguardanti la corporate image, i problemi generali e specifici della comunicazione d’arte e pubblicitaria, le tecniche di lettura dei messaggi ecc.

Cronologia di una cariera


1949-1951 Direttore della rivista “Stuttgarter Illustrierte”.
1965 Disegna l’identità e l’immagine della villa di Berlino.
1969-1972 Presidente della commissione artistica per i giochi olimpici.
1977 Fonda isieme a Karl Duschek l’agenzia di design “Stankowski+Duschek”.
1976 La “Land de Bade-Wurtemberg” lo nomina professore.
1979 Realizza numerose esposizione, tra cui alcune al Kunsthaus di Zurigo.
1983 Nascita della fondazione Stankowski.

Contesto

Egli opera nel contesto del razionalismo, del Bauhaus e del forte costruttivismo sovietico. Non aderisce ad una corrente precisa, ma fa parte di tutti quegli artisti che creano un linguaggio proprio appoggiandosi ad una o più correnti.
Si forma e lavora poi sucessivamente in Germania, influenzato così dal Bauhaus, ma come gità accennato anche da altre correnti come il costruttivismo e soprattutto dalla fotografia che utilizza molto nell’uso dei fotomontaggi.
Egli ha lavorato soprattutto per l’industria: Bayer, Viessman, Mercedes, Ibm, sono alcuni dei suoi committenti.
Il Suo lavoro e i movimenti artistici dell’inizio Novecento.
Ripercorrere i movimenti più significativi della progettazione industriale e dei movimenti artistici che dalla mettà del secolo scorso ad oggi hanno segnato la cultura nel campo grafico, può essere un utile esercizio per ritrovare quei legami o quei motivi conduttori che hanno influenzato la comunicazione visiva del nostro tempo.
La grafica ha in se tutti gli elementi distintivi dal design: i suoi prodotti sono realizzati attraverso mezzi meccanici e industriali, ossia attraverso un privileggiato uso della macchina. Il progetto, dunque, racchiude in sé il prodotto ma non è nulla senza la sua realizzazione concreta; senza quell’elemento grafico, preciso ed immediato che gli permette, anche se in serie, di non perdere il suo valore.
Sono questi principi di grafica industriale, di comunicazione esplicita, che Stankowski sposa facendone una corrente e un modo di fare comunicazione.

Sono questi gli anni in cui scoppia il fenomeno di oggetti prodotti industrialmente che entrano nel contesto artistico, sono gli anni del manifesto, delle grandi propagande, e delle grandi esposizioni. Stankowski è uno dei patroni del fotomontaggio. Fotografo egli stesso realizza numerosi manifesti, inserzioni e pubblicittà con l’uso di fotomontaggi. Fotografie unite a segni grafici, in una composizione di efficace comprensione. Così si può riassumere il suo lavoro di grafico.
Ma non solo fotografie, anche composioni tiporafiche, disegni, inserzioni di colori, studi di luci, simmetrie e forme geometriche. Egli prende elementi costruttivisti con elementi Bauhausiani, dada, futuristici e crea un linguaggio suo, pulito e semplice che mira all’immediata comprensione.
Egli sposa pensieri di correnti diverse tra loro con la complessiva corrente che travolge il Novecento. Propaganda e semplicittà sono le parole chiave che ruotano attorno al suo lavoro. Immediatezza del concetto, attraverso l’uso della tipografia e della fotografia, composizioni lineari e geometriche; elemeti grafici introdotti con sapiente maestria. Non solo manifesti, ma anche loghi importanti: Viessman, Bayer, Deutsche Bank, sono i più conosciuti. Stankowski lavorò molto per l’industria, ma non solo; nella sua carriera non abbandonò mai le sue radici di fotografo; realizzando numerose mostre anche in Svizzera.

Jean - Marie Balogh portfolio | @ Contatti | (+41) 78 - 754 - 58 - 47