Il marchio

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Il marchio è un segno avente come funzione principale il riconoscimento di proprietà; l’uso di tale segno fu di estrema necessità nell’evoluzione della storia della diffusione del commercio.
Il termine marchio, connesso alla forma verbale marchiare, trova la sua origine etimologica nel francese antico marchier (1190) e nei dialetti germanici markjan con il significato di contrassegnare.
Il marchio è essenzialmente un segno avente come proprietà principale la funzione di riconoscimento e di indicazione, talora convenzionale, di alcune caratteristiche peculiari relative alla qualità, alla proprietà, ecc. In effetti, da sempre ogni civiltà, attività commerciale, artistica o artigianale, ha utilizzato un segno come il marchio per identificare le proprie produzioni al fine di fissarne la paternità.
Le testimonianze pervenuteci sull’esistenza di marchi presso civiltà, attività commerciali e artigianali antiche mostrano come ciascuna di queste categorie avesse sviluppato una propria tipologia stilistica e operativa determinata dalla natura dell’opera, del prodotto, delle condizioni d’impiego e del supporto sul quale era necessario apporre il marchio. Basta solo considerare che il Marchio di un orafo era molto diverso da quello di un commerciante di bestiame, così come lo era un Marchio filigranato per supporti cartacei da quello di una confezione rigida o un Marchio inciso su pietra da quello dipinto su vasellame.
Dal 3'300 a.C. al 1'700 a.C. circa, i Sumeri della civiltà mesopotamica usavano la pietra e l’argilla come supporto per la scrittura. Essi usavano portare al collo, un punzone cilindrico di pietra recante l’incisione di una scena quotidiana o di un motivo religioso. Tale punzone serviva a firmare le tavole d’argilla; ad ogni firma si aggiungevano i nomi dei contrattatori.

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I Sumeri vivevano d’agricoltura e d’allevamento; ogni capo di bestiame veniva segnato con il marchio del proprietario. Ma non solo, anche le opere artigianali potevano presentare un marchio in segno di garanzia. Quest’ultimo era rappresentato da un segno rosso o dal marchio originale del produttore stesso.
In seguito, in Cina nel 2'000 a.C. circa, i punzoni usati come firma furono largamente adoperati e in realtà diedero nascita alla stampa. La stampa con i punzoni veniva eseguita, nell’estremo Oriente, inizialmente con l’argilla per arrivare all’inchiostro di China.
In Grecia nel 1231-1200 a.C., come già usavano i Sumeri, i cavalli, le mucche e i muli erano segnati con dei marchi distintivi e nei territori greco-egiziani questo procedimento era usato anche per i cammelli. A Pompei furono trovati vasi di uso comune sigillati con il marchio del produttore, testimonianza che anche gli artigiani dell’antica Roma, nel VIII - V sec. a.C., conoscevano l’usanza di marchiare i propri manufatti, così come le loro botteghe esponevano l’insegna recante l’immagine dei prodotti venduti. Inoltre, i cavalli, i vitelli, i montoni, e le capre portavano il segno del proprietario e i casi di falsificazione venivano puniti.
Successivamente, nel mediśvo, i costruttori di cattedrali medievali, in particolar modo gli scalpellini, il cui compito era quello di squadrare le pietre utili all’edificazione, usavano "firmare” le loro opere con segni personali. Questi segni, veri e propri marchi individuali dei massoni operativi, erano per lo più figure geometriche costruite secondo uno schema e una struttura di base.
Durante l’era gotica nascevano molte corporazioni di coloro che tagliavano le pietre per la realizzazione di strutture architettoniche. Nessuno di questi tagliatori di pietra poteva usare un segno diverso da quello imposto dalla corporazione.

I primi marchi dei tagliatori di pietra risalgono al 1089 e a partire del 1150 venivano usati comunemente. All’inizio del XIII sec. sparirono le corporazioni e di conseguenza anche l’uso dei marchi. Da notare comunque che segni di questo tipo si trovavano già nell’antico Egitto, in Mesopotamia, sulle mura di Gerusaleme, Troia, Olimpia e nell’antica Roma dove l’arte latomistica era pratica imprenditoriale di notevole diffusione.
Nel 1150, durante il periodo medievale, le città e gli scudi dei soldati appartenenti alle contrade si distinguevano con un segno emblematico. Nel 1167 l’arte dell’incidere con dei punzoni raggiunse il punto culminante; le monete d’argento sottili venivano marchiate da un lato solo. In quel periodo, numerosi artigiani, albergatori, farmacisti e commercianti usavano delle insegne di suggestiva dimensione che fissavano sulla facciata del loro esercizio. Queste insegne si trasformarono ben presto in simboli di corporazioni o confraternite. In Inghilterra, la legge imponeva ai commercianti di piazzare delle insegne comprensibili anche da chi era analfabeta davanti al loro negozio.
Nel corso del XV sec. le condizioni commerciali si migliorarono, nascevano dei nuovi centri commerciali e grandi società venivano fondate. Le insegne e i marchi delle corporazioni, gli emblemi e gli scudi facevano la loro apparizione. Essi erano i precursori dei marchi di fabbrica. A volte, furono grandi artisti a realizzare le insegne per i negozi e gli alberghi. Tra l’altro, i documenti venivano firmati a loro volta con dei sigilli.
Da sempre, quindi, nel mondo mercantile e del commercio, la marchiatura dei prodotti è sentita come necessità.

Si conoscono marchi propri a ogni categoria commerciale: mercanti, artigiani, produttori di porcellane, vasai e ceramisti, vetrai, artisti vari come pittori, scultori e incisori, orafi, argentieri, fabbri e fonditori, liutai e armaioli, arazzisti e produttori di tessuti, fabbricanti di carta, allevatori di bestiame, proprietari di cavalli, falegnami e carpentieri.
Oggi, l’evoluzione e l’uso sempre più diffuso dei marchi, implica delle conoscenze professionali approfondite e l’uso dei mezzi moderni quali il computer; tale progresso evolutivo porta la professione del grafico ad una continua mutazione in relazione al bisogno comunicativo di ogni tempo.

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