Diffusione del commercio nascita delle città

ll periodo neolitico segna il passaggio per l’uomo da un tipo di vita nomade a una vita sedentaria, con la conseguente nascita delle città e apparizione del commercio.
L’inizio del commercio e la nascita delle città portano alla necessità reale dell’introduzione della scrittura e in seguito del marchio e nel contempo a quello che diventerà più tardi la professione del grafico stesso.
Nel periodo neolitico le popolazioni sedentarie cominciarono a praticare l’agricoltura. Questa attività produttiva fece notevoli progressi soprattutto in alcune zone della Terra: in Egitto vicino al Nilo, in Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate, in India sulle rive dell’Indo e in Cina su quelle del fiume Giallo.
Fino al 3'000 a.C. circa gli utensili usati dagli agricoltori, cioè le falci, le zappe, le vanghe e gli aratri, erano infatti di pietra, legno e osso. Verso il 3'000 a.C., nella vastissima regione che va dall’Egitto all’India, si diffuse un nuovo materiale: il rame.
Questo metallo permetteva di costruire utensili più affilati, più resistenti e più perfezionati; gli attrezzi in rame inoltre, quando si rompevano, potevano essere riparati. Gli strumenti in metallo agevolavano il lavoro, consentivano di realizzare più facilmente canali e dighe, permettevano di lavorare meglio la terra, di raccogliere con meno fatica e più rapidamente le messi.

L’uso del metallo ebbe anche altre conseguenze: esso permise di costruire carri più robusti, ma anche più leggeri e veloci. Fu anche possibile fabbricare armi più potenti e questo rese più sicura la caccia.
Si trattava di una vera rivoluzione: per quelle popolazioni infatti era terminata l’età della pietra e cominciava l’era dei metalli.
La rivoluzione operata dal metallo cambiò l’organizzazione delle società umane. Tutti gli uomini fino ad allora si erano dedicati principalmente all’agricoltura. La tecnica per la lavorazione del metallo richiedeva però un’esperienza e una preparazione specialistica. Era necessario cioè che alcune persone diventassero artigiani, specializzati nella lavorazione del metallo.
D’altra parte le tecniche di irrigazione e l’uso dei metalli permettevano di produrre una maggiore quantità di cibo. Questa relativa abbondanza permetteva di mantenere un certo numero di artigiani, che erano liberi dai campi. Alcuni membri della comunità restavano contadini, altri si trasformavano in artigiani a tempo pieno.
Per la prima volta si creò la divisione del lavoro tra i membri della stessa comunità. Nello stesso tempo si creò una divisione del lavoro anche tra comunità diverse. Poteva accadere infatti, che le comunità che abitavano in zone prive di metalli acquistassero oggetti di metallo fabbricati da altre comunità. In cambio davano bestiame, prodotti agricoli, ceramiche, tessuti, pelli o altri manufatti. Si sviluppa così un’altra nuova attività basata sul baratto.

Alcune persone si incaricavano di tenere i collegamenti tra le varie località e comunità; nasceva così una nuova professione: il mercante.
A questo punto della storia umana nacquero le città. Le città non erano semplicemente dei villaggi, erano una realtà del tutto nuova. Le prime città erano normalmente circondate da mura. La zona più importante della città, al centro, era la piazza riservata al mercato.
Il cibo prodotto dai contadini che abitavano in città non bastava per tutti i cittadini, perciò la città si procurava il cibo con il commercio.
Al centro della città, in una zona spesso sopraelevata, sorgeva una cittadella ben difesa da mura ancora più solide di quelle che circondavano l’intera città. In essa si trovavano il magazzino dei cereali, il tempio e il palazzo reale. Nella cittadella risiedevano i sacerdoti e il re con i suoi ministri e guerrieri.
La città era il luogo del mercato: qui arrivavano merci e metalli da luoghi lontanissimi, qui facevano acquisti i contadini delle regioni circostanti. Di conseguenza la città doveva disporre di una buona rete di comunicazione. Per questo motivo le città sorgevano spesso sulle rive dei fiumi. La navigazione fluviale infatti era il mezzo più comodo per trasportare le merci e sicuramente era più veloce e più economico dei trasporti su terra ferma. Le città che riuscivano a diventare degli importanti centri commerciali aumentavano rapidamente la popolazione. Nelle città infatti l’aumento della popolazione non dipendeva dalla quantità di terra coltivata, ma da altri fattori come l’attività commerciale e, in un secondo tempo, la potenza militare.

I contadini dei villaggi, per procurarsi quegli oggetti che non potevano produrre da soli, dovevano recarsi nelle città. La città dunque era un centro di attività artigianali e commerciali. Nella continua evoluzione del commercio e la progressiva nascita delle città, la necessità parallela di introdurre la scrittura per le transizioni commerciali diventa di fondamentale importanza. Inoltre nasce il bisogno di comunicare, di rendere noto il proprio prodotto: grazie all’apparizione del marchio ogni prodotto può finalmente essere riconoscibile o identificato in funzione della sua qualità o ancora della sua proprietà.
Il bisogno di comunicare, in relazione ad un progresso economico e sociale, diventa sempre più essenziale e la continua richiesta di trasmettere delle informazioni visive è all’origine della professione del grafico stesso.

Jean - Marie Balogh
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